Il 5 dicembre si è concluso, presso l’Istituto Comprensivo Luca Belludi di Piazzola sul Brenta (PD), il Percorso di Formazione “Dalle stereotipie all’educazione alla convivenza felice tra uomini e donne”al quale ha partecipato il personale insegnante delle Scuole d’Infanzia, Primarie e Secondarie di Primo grado (130 docenti). Un progetto, presentato da Ri.Genera.Azione ed inserito nell’offerta formativa continua e permanente dalla Dirigente scolastica Antonella Bianchini, che si proponeva:
– di mettere in evidenza come la scuola possa migliorare la cultura che, a volte in modo inconsapevole, replica gli stereotipi di genere e di ruolo predefiniti,
– di favorire un modello di educazione rispettoso della libertà di ognuno a garanzia dell’applicazione dei principi costituzionali e delle norme giuridiche di contrasto delle discriminazioni nel lavoro e nella società.
Un percorso sviluppato in 3 incontri, di 2 ore ciascuno, con l’intento di stimolare un’osservazione critica del fenomeno e di individuare strategie ed azioni per il loro superamento, attraverso interventi di “educazione di genere” nelle scuole.
E tenendo conto delle risposte fornite dai/dalle partecipanti alle domande: “Nella scuola possono essere presenti stereotipi? Se si, quali?Quali stereotipi conosci?”.

21 novembre 2016
“Dagli stereotipi alle discriminazioni di genere” Introduzione al corso ed alle discriminazioni di genere, in ottica preventiva.

Dopo aver messo in evidenza come gli stereotipi, presenti sin dalla prima infanzia, si traducano in comportamenti discriminatori nei vari ambiti di vita e di lavoro, la Presidente dell’Associazione Lucia Basso ha presentato la materia delle discriminazioni e delle molestie sul lavoro, la legislazione antidiscriminatoria e la disciplina prevista dal Codice delle pari opportunità, le azioni ed i soggetti legittimati ad agire, gli strumenti e gli organismi per la prevenzione, il contrasto e la tutela della dignità e del benessere nel lavoro, fornendo le basi per sviluppare abilità e competenze da usare nel casi concreti.
La Psicologa-psicoterapeuta Patrizia De Padova, collaboratrice dell’Associazione, ha offerto spunti di riflessione – partendo dal significato degli stereotipi, dalle modalità con cui si sviluppano e si mantengono – sottolineando il ruolo fondamentale che la scuola può svolgere per ridurre il divario di genere, incoraggiando alunni e alunne a lavorare al meglio delle proprie capacità, per imparare ad essere “persona” e a diventare “la persona che si è”.
“Per questo, quando si parla di ‘pari opportunità’ è necessario ricorrere al linguaggio dei valori, delle speranze e dei sogni di ognuno. La scuola, pertanto, rappresenta il luogo in cui è possibile ampliare le conoscenze, aprire il ventaglio delle possibilità, scegliere consapevolmente, costruire uno spazio pubblico che insegna a riflettere sulla propria identità e su cosa ognuno immagina di essere in futuro, sentendosi nello spazio aperto della relazione e non in quello chiuso del confine”.
Durante l’intervento è stato proiettato il breve filmato Io come te e tu come me” – tre storie animate per il superamento degli stereotipi di genere nei giochi dei bambini – ed è stata presentata l’esperienza del Laboratorio ludico-didattico per le Scuole dell’Infanzia del Comune di Valdagno (Basso, De Padova, 2008-2009). Filmato ed esperienza – realizzati quando Lucia Basso era Consigliera regionale di parità – hanno portato alla riflessione se e come sia possibile liberarsi degli stereotipi, intervenendo sui pensieri e sui modelli presenti, per permettere ad ognuno di esprimersi secondo le proprie inclinazioni e i propri desideri, verso uno sviluppo globale e armonico della persona.

28 novembre 2016
“Lo sviluppo del sistema d’identità tra modelli educazionali e stereotipi di genere”

Roberta Rosin, Psicologa-Psicoterapeuta Funzionale e docente Istituto SIF di Padova, e Valentina Cincotto Psicologa-Psicoterapeuta Funzionale, collaboratrici di Ri.Genera.Azione, hanno parlato della genesi delle stereotipie di genere secondo l’epistemologia funzionale, iniziando con l’analisi del contesto storico, con riferimento, soprattutto, alla pervasività delle nuove tecnologie che rendono necessario il recupero della relazione e di figure di riferimento per le giovani generazioni, tra cui maestri/e ed insegnanti.
Sono state pertanto esposte le modalità in cui avvengono i processi di apprendimento e come gli stessi possano essere favoriti da quanti si occupano di docenza e di formazione. A tal fine ampio spazio è stato riservato al riconoscimento delle stereotipie di genere per poterle successivamente contrastare, mediante alcuni importanti passaggi diretti:
– a far acquisire la capacità di interrogarsi rispetto ai propri agiti, alle scelte personali in relazione al contesto ed alle aspettative dei gruppi di riferimento;
– ad evidenziare l’importanza della propria modalità di mostrarsi agli altri;.
– a fornire le nozioni teoriche basilari rispetto al concetto di Identità e Organizzazione del Sé;
–  a far comprendere come vengono corrisposte le aspettative di genere, genitoriali e sociali, nel processo evolutivo di definizione del Sé.

5 dicembre 2016
“Le nuove famiglie: famiglie di fatto, famiglie allargate, famiglie divise”.

L’Avvocata Eleonora Martinelli, responsabile dell’Area Famiglia in LPT(Legal Professional Team), e mediatrice familiare AIMS(Associazione Internazionale Mediatori Sistemici), collaboratrice di Ri.Genera.Azione ha sviluppato le nozioni giuridiche e gli strumenti pratici per orientare insegnanti ed educatori/educatrici nella gestione dei rapporti scuola / famiglia al fine di prevenire:
– i conflitti tra i genitori che si ripercuotono nella vita scolastica;
– la carenza di comunicazione e di scambio di informazioni scolastiche tra i genitori;
– la strumentalizzazioni degli insegnanti nel conflitto genitoriale;
– gli addebiti e/o contestazioni alla scuola per asserite violazioni di provvedimenti del giudice, anche in merito a comunicazioni, colloqui, consegna pagelle/valutazioni, autorizzazioni.

Ha poi sviluppato, insieme alla collega Laura Romani, il tema delle stereotipie nell’ambito della famiglia e dei Tribunali nell’ipotesi in cui sia in atto una crisi familiare(separazioni, divorzi, rotture di convivenza ecc.), con l’intento di evidenziare le ripercussioni che questa crisi ha sulla scuola e di approfondire i rapporti tra la scuola, i genitori, il Tribunale ed i Servizi Sociali, ponendo l’accento sulla necessità di un dialogo allargato e condiviso tra tutti gli operatori chiamati ad operare in situazioni di disgregazione familiare che coinvolgano minori.
Dopo una panoramica sui principali istituti di diritto di famiglia, sono stati affrontati alcuni casi pratici, con il coinvolgimento dei/delle partecipanti.

A conclusione del Percorso è stata somministrata una scheda di valutazione: quattro domande dirette ad accertare se la partecipazione ha permesso di ampliare le conoscenze specifiche, se ha consentito il confronto e l’interazione tra colleghi e colleghe, se i contenti hanno suscitato interesse e se i tempi di realizzazione sono risultati validi. Per ogni risposta era previsto un punteggio di gradimento da 1 a 4.